ZTL, blocchi del traffico per motivi d’inquinamento, aumento del prezzo del carburante e parcheggi introvabili sono solo alcuni dei problemi che gli automobilisti delle grandi città affrontano ogni giorno. Un’alternativa all’auto può essere lo scooter, ma anche in questo caso le controindicazioni non sono poche, specialmente in inverno.
Una soluzione pratica e interessante può essere l’Estrima Birò, un’auto completamente elettrica progettata e costruita in Italia con lo scopo di risolvere molti dei problemi di mobilità urbana. La riuscita di questo progetto è senz’altro testimoniata dal fatto che, ad oggi, questo sia il mezzo 100% elettrico più venduto in assoluto in Italia.
Si tratta di un veicolo a due posti immatricolato come ciclomotore e quindi guidabile già dai 14 anni con il semplice patentino. La propulsione completamente elettrica (quindi ad emissioni zero) unitamente alla particolare omologazione gli consentono di entrare in moltissime ZTL, di superare i blocchi del traffico per inquinamento e di parcheggiare anche nei posti dedicati ai motoveicoli nonostante le sue quattro ruote.
Il Birò colpisce subito per le dimensioni davvero ridotte (lungo 1,7 metri, largo 1 e altro 1,5), ma non da affatto l’impressione di essere un “giocattolo”. Si notano subito la robusta struttura in tubolari d’acciaio, che fa da telaio e da scudo di protezione per la cabina, e le ruote, su cerchi da 13’’, danno subito una netta impressione di solidità. L’accenno del cofano anteriore e i passaruota bene in evidenza conferiscono al Birò l’aspetto di una vera e propria macchina, seppure in scala ridotta.
La cabina è coperta da un tettuccio in cristallo apribile a compasso, così come il lunotto posteriore, mentre il parabrezza, sempre in cristallo, è dotato di tergicristallo. I lati della cabina sono aperti, ma, su richiesta, possono essere dotati di sportelli in plexiglass. La protezione dall’aria è quindi garantita, anche senza gli sportelli opzionali, soprattutto in virtù del fatto che la velocità massima del Birò è limitata elettronicamente a 45km/h, come dettato dal codice della strada per i motocicli. L’assenza di sportelli consente di entrare e uscire dal veicolo con grande facilità, soprattutto se si è parcheggiato radenti ad un muro o ad un’altra macchina; basta poco più di un metro di spazio.
Clicca per vedere la galleria completaLo spazio nell’abitacolo è sufficiente ad ospitare comodamente due persone. I sedili sono separati, imbottiti e rivestiti con materiale impermeabile. Purtroppo non sono regolabili quindi la distanza dal volante e dai pedali è fissa indipendentemente dall’altezza del guidatore. La disposizione di questi, comunque, risulta essere molto pratica. Il pianale del Birò, infatti, è completamente piatto e il fatto di dover usare solo acceleratore e freno (nelle macchine elettriche non c’è bisogno ne di marce ne di frizione) facilità la posizione di guida. La collocazione del volante inizialmente può apparire un po’ insolita, perché è quasi completamente orizzontale. Dopo pochi minuti, comunque, ci si ritrova subito a proprio agio e anche qui non si sente troppo la mancanza di una regolazione, d’altronde, su uno scooter, ne sella ne manubrio sono regolabili.
Sul supporto del volante trovano posto anche il comando delle luci e delle frecce (identico a quelle delle vetture normali), il pulsante “mode” che seleziona la modalità di visualizzazione delle strumentazione, il comando del tergicristallo e la leva del senso di marcia. Quest’ultima seleziona la marcia avanti o la marcia indietro e, se tirata da un lato, attiva la modalità “boost” che, a scapito di un consumo maggiore della carica delle batterie, conferisce al Birò una spinta addizionale per affrontare salite particolarmente ripide o in caso si abbia bisogno di uno “scatto” in ripresa.
A patto che si vada dritti la levetta è raggiungibile tenendo le mani sul volante, ma se si deve effettuare una svolta, e tenere contemporaneamente attivo il boost, si è costretti a staccare la mano destra. L’ideale sarebbe trovare una soluzione che consenta di tenere entrambe le mani sul volante anche in queste occasioni.
Sul cruscotto trovano posto diversi portaoggetti (comodi per cellulare e altri oggetti del genere), il vano autoradio e la strumentazione. Questa presenta un tachimetro a lancetta del tipo tradizionale, le spie di servizio e un display a cristalli liquidi che visualizza diversi parametri a seconda della modalità selezionata con il pulsante “mode”: km percorsi, carica residua, assorbimento istantaneo, voltaggio delle batterie eccetera.
Appena sotto al cruscotto, di fronte al sedile del passeggero, si trova il freno a mano, montato in posizione orizzontale, forse non troppo accessibile.
Per quanto riguarda la capacità di carico il Birò si fa rispettare, soprattutto considerando le sue dimensioni. Se si viaggia da soli si hanno a disposizione l’intero sedile del passeggero e lo spazio delle gambe sul pianale. Dietro ai sedili c’è una piccola cappelliera che può comunque accogliere qualche borsa o uno zaino. Sollevando, invece, gli schienali dei sedili si accede ad un vano di carico di circa 42 litri di capienza. Un altro cofano da 42 litri, chiuso da una serratura, è accessibile sul retro, proprio in mezzo alle due ruote posteriori. Infine un piccolo alloggio sotto il cofano anteriore, anch’esso chiuso a chiave, permette di conservare documenti e altri piccoli oggetti.
Clicca per vedere la galleria completaUna volta seduti e girata la chiave la strumentazione del Birò effettua il check, dopodiché si è pronti a partire. La prima impressione, premendo l’acceleratore e scoprendo di muoversi senza il minimo rumore, può essere straniante se non si è abituati ai mezzi elettrici. Il motore risponde con prontezza, ma al tempo stesso è piuttosto docile e non manifesta minimamente il fastidioso effetto “acceso/spento” tipico di certi mezzi elettrici del genere.Questa dolcezza nell’erogazione, inizialmente, può portare a sottovalutare le prestazioni del Birò, ad esempio affrontando uno spunto in salita. Lasciando il freno e premendo sull’acceleratore, si può essere tentati a credere, per qualche momento, che il motore stia esitando a partire e che sia indispensabile “giocare di freno”, magari perché si è abituati ai motori a scoppio, che in questi casi vanno fatti salire di giri lasciando scivolare la frizione. Niente di più sbagliato: basta lasciare il freno e premere con decisione l’acceleratore perché il motore faccia il suo dovere: senza scossoni o strappi, più tipici dei motori a scoppio, il questo spingerà il Birò con autorità senza lasciarlo indietreggiare.Bastano comunque qualche stop e qualche spunto per prendere confidenza con il Birò e cominciare ad apprezzarlo. Una volta affiatati,infatti, si scoprono tutti i lati positivi del guidare elettrico: niente rumore, niente frizione, perfetto controllo della velocità, risposta al gas sempre pronta, ma controllata.

Lo sterzo, praticamente diretto, reagisce sempre prontamente e, nelle manovre, risulta molto efficace, permettendo di fare una inversione completa in appena 6 metri. Il baricentro del Birò è molto basso (la maggior parte del peso, è concentrata in batterie e motore, a pochi centimetri da terra) il che gli conferisce una notevole stabilità anche nelle curve più veloci, con fenomeni di rollio davvero limitati. E’ vero che stiamo parlando sempre di velocità entro i 45km/h, ma in città, specialmente nelle svolte più strette, è davvero difficile andare più veloci di così, anche con una macchina tradizionale. Anzi, nei tratti particolarmente tortuosi l’agilità e la prontezza del Birò possono davvero fare la differenza.

Insomma, sembra davvero difficile mettere in crisi il telaio e la ciclistica del Birò. Solo sul pavè, a velocità molto vicine a quella massima, si può avvertire un certo alleggerimento dello sterzo, ma direzionalità e controllo sono comunque garantiti.

Fino a qui abbiamo parlato di “motore”, al singolare, ma in realtà il Birò è dotato di due motori separati che alloggiano direttamente all’interno delle ruote posteriori, consentendo di risparmiare spazio e di ottimizzare la trasmissione. Il peso delle ruote aumenta, è vero, e con esso le famose “masse non sospese” che contribuiscono a rendere meno reattive le sospensioni. Nel caso del Birò, però questo non sembra essere un problema perché non si avverte niente del genere e soprattutto, si ha sempre la sensazione di un comportamento equilibrato fra anteriore e posteriore.Anche l’impianto frenante si dimostra più che adeguato grazie ai quattro freni a disco. I motori delle ruote posteriori, inoltre, sono in grado di aiutare i dischi durante le frenate o in discesa, ricaricando le batterie come una dinamo.Le batterie del Birò, come detto, sono alloggiate solo ai sedili e sono del tipo a piombo-gel. La ricarica avviene attraverso una normalissima presa di corrente a 220V per mezzo del cavo in dotazione (del tutto simile a quello utilizzato, ad esempio, dai computer). Lo stato della ricarica può essere controllato direttamente attraverso il display posizionato sotto al sedile del conducente. Occorrono da 7 a 14 ore per una ricarica completa del Birò, meno per una parziale.

Clicca per vedere la galleria completaL’autonomia, guidando con accortezza, è di circa 70km, ma si riduce se si corre sempre a tavoletta o se si usa spesso il boost. E’ sufficiente, comunque, un po’ di attenzione per mantenere dei consumi ragionevoli e, magari, aiutarsi con la strumentazione di bordo che è in grado di visualizzare l’assorbimento istantaneo. Basta poco per capire che una guida fluida e senza strattoni può ottimizzare l’autonomia e che, indipendentemente dalla velocità raggiunta, quello che maggiormente influisce sui consumi sono le accelerazioni violente.

Passando ai numeri scopriamo che il Birò costa 8000 euro di listino, sicuramente più di uno scooter, ma molto meno di una qualsiasi city car e in linea con le ormai diffusissime mini car.

Oltre ai già citati vantaggi in termini di ZTL, blocchi del traffico e parcheggio, il Birò si rivela molto interessante anche in termini economici, dato che i costi di esercizio possono essere stimati in circa 2 centesimi di euro a km, nettamente inferiori rispetto a quelli di un qualsiasi scooter a benzina. Il Birò è completamente esente da bollo e il costo dell’assicurazione risulta notevolmente ridotto.

L’ideale in termini di risparmio ed ecologia sarebbe riuscire ad abbinare il Birò ad un impianto fotovoltaico in modo da avere, realmente, una mezzo di trasporto pratico ed efficiente ad impatto ambientale e costo per chilometro praticamente nulli.

Si ringrazia la società Ischida per aver messo a disposizione il Birò utiilzzato nel test.